venerdì 1 febbraio 2008

Giallo e Noir

Oggi all'Auditorium della RAI di Palermo, alle 17, verranno proiettati due miei documentari
A proposito di Palermo. Gli scrittori del mistero. e Piergiorgio Di Cara. Un commissario in nero. Saranno presenti gli scrittori Gery Palazzotto e Giacomo Cacciatore.
Vi aspetto.

martedì 22 gennaio 2008

1, 2, 3, ... (MA)STELLA

Prodi in un angolo, faccia rivolta al muro. "Copriti pure gli occhi, se no ci vedi" gli gridano dai seggi. "Oggi tocca a te, oggi stai sotto tu". E il povero Romano a contare girato mentre gli altri gli si avvicinano. Ci sono tutti: il neonato PD, la Cosa rossa, verde, gialla... (insomma l'arcobaleno). A guardare, l'opposizione che reclama il campo da gioco"Adesso è il nostro turno"
e Romano:"Aspettate che conto"
"1 2 3 MA-STELLA"

Ed io mentre guardo i bambini giocare mi preparo alle nuove elezioni studiando il mio candidato:

mercoledì 16 gennaio 2008

Felicissima sera

È stata arrestata la moglie di Mastella e tutti a esprimere solidarietà al ministro della Giustizia(?!). Perché? Perché esprimere solidarietà? Perché un premier, capo del governo, dovrebbe dimostrarsi sensibile alla sorte del presidente della regione Campania nonché moglie di un ministro? Perché l’opposizione è solidale con il ministro? Perché nessuno è solidale con i magistrati che continuano a ricevere da ogni parte attacchi infuocati?


video

giovedì 10 gennaio 2008

Arlington West






Un anno fa mi trovavo a Santa Monica (L.A.) in viaggio di nozze. Pensavo di trovare palme altissime e formose bagnine correre sulla spiaggia. Al loro posto invece, accanto al pontile, ho trovato un cimitero di sabbia con centinaia di croci, stelle e mezze lune. Al centro una decina di bare coperte dalla bandiera a stelle e strisce. Era il cimitero di Arlington West. Un cimitero di simboli in cui giacciono solo i ricordi per i morti in Iraq. Di fianco un gazebo dei Veterans for peace. Per lo più madri di ragazzi dispersi o caduti in guerra. Ma nessuno sembrava accorgersi di nulla. I bambini con i loro genitori giocavano a due metri dalle croci, mentre una donna in calzoncini e ipod attraversava il sacrario.






Inizialmente pensai che si trattasse del solito e becero patriottismo, unito all'indifferenza di chi vuole a tutti i costi continuare la propria vita pensando che la guerra è lontana. Ma le prime impressioni non sono sempre vere. Non era becero patriottismo. C'era altro, c'era la voglia di far conoscere il dolore che la guerra provoca a chi la guerra non la vedrà, per fortuna sua, mai. Madri distrutte piantavano fiori sulla sabbia. Ogni croce aveva un nome, ogni genitore poteva piangere per il proprio figlio, e per i figli degli altri, anche per quelli dei nemici. Donne sole, insieme a vecchi veterani di tutte le guerre (Corea, Vietnam, Golfo) vedevano passare davanti i figli di chi credeva che quella fosse la guerra giusta contro l'oscuro nemico. Dopo aver dato un'offerta alla loro associazione venni immediatamente bloccato, quasi circondato da un drappello di donne. In tutta la giornata ero stato l'unico ad essermi fermato davanti al loro tavolo. Capii ciò che quelle donne stavano facendo, capii che quel cimitero non era solo un luogo del ricordo intimo e personale, ma era un ammonimento. Quando si esporta la libertà non si sa mai verso quale paese è diretta.



A seguire il discorso di Cindy Sheehan.

mercoledì 9 gennaio 2008

Il primo giorno



Questo è il primo giorno.